CHI SIAMO

Nome: Francesca, Giovanna, Maddalena, Mara, Marta, Sara e Susanna
Alias: Bambine Cattive
Compleanno: 23/02/2006
Segni Particolari: bellissime, simpaticissime, cattivissime e molto “bugiarde“
Anni: tutte sotto i 30, per il momento…

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Mara

Amo i gatti, ne ho tanti, qualcuno dice troppi, ma non potrei vivere “senza pelo di gatto dappertutto”. Ex atleta, mi diletto ancora con il pattinaggio e lo snowboard. Malata di shopping, faccio tutti i mesi a cazzotti con l’estratto conto della carta di credito, mi rivedo in Becky Bloomwood di S. Kinsella. Amo le feste, il cinema e… il gossip! Sono la regina della “notizia inutile dal mondo”


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Sara

Che cosa amo? l'amore. Eessere innamorata della vita, delle persone, delle situazioni, delle cose che faccio. Amo ridere come una pazza, fino a quando fa male la pancia e non si riesce a smettere. Amo leggere "Calvin e Hobbes". Li conoscete? io sono Calvin, il bambino che combina sempre disastri, e poi c'è Hobbes, il suo pupazzo-tigre che lui vede animato (non ditelo a nessuno, ma è animato davvero)

Giovanna

Ho ben 29 anni e ragazzi.. si sentono tutti! Lavoro in una multinazionale americana. Adoro la palestra e lo sport, mi piace la fatica fisica, mi piace superare i miei limiti. Mi piace cucinare (camera mia è piena di ricettari) e leggere. Sono una persona introversa, a volte timida, che ha paura di mostrare i suoi sentimenti, ma molto generosa.

Francesca

Sono esuberante e sincera. Amo da impazzire le mie bimbe (il cane Blondie e il gatto Joyce). Non posso vivere senza musica e senza le mie amiche. A volte sono un po’ sbadata ma su di me si può contare sempre. Ho tantissime idee in testa e non vedo l’ora di poterne discutere con voi!

Marta

pel di carota e tanta allegria. Ombre e pensieri cupi. Buona, pure troppo! Pochi i peli sulla lingua. Tanta la pazienza. Qualcuno dice che sputo sentenze. Qualcuno dice che so ascoltare. Io sono tormento e pace... Insomma, sono donna.

Maddalena

27 anni, diversamente da tutte le Bambine Cattive sono siracusana ma ormai da 9 anni vivo a Milano. Sono esplosiva, ma adoro la calma; amo la semplicità e “purtroppo” leggo tutto con gli occhi del romanticismo. Presentarmi in poche parole è cosa difficile, ma di questo sono sicura: amo la vita, la considero il dono più importante e prezioso, ed adoro condividerla con le mie amiche.

Susanna

Anche se per molti sembro minorenne, sono una ventiseienne piena di entusiasmo con tanti progetti in testa e pochi in atto. Adoro la filosofia come andare a ballare, tentare di suonare la batteria come saltellare a ritmo di capoeria. Curiosa e affascinata da nuove esperienze corro verso ciò che la vita mi offre.

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19/07/2007

TRATTO DA MONZA LA CITTà

La Provincia di Milano ha istituito un numero verde per contrastare il fenomeno dell'abbandono degli animali. Come aiutare gli "amici" abbandoonati a Monza e in Brianza

   

 "Non si tradisce l'amicizia" questo è lo slogan e il itolo della campagna di protezione animalista e di contrasto all'abbandono sconsiderato che come ogni estate si abbaiate come un flagello suigli animali domestici che abitano le case die cittadinid ella provincia di Milano
L'iniziativa vuole attirare l'attenzione su quanto insensato sia un gesto di abbandono proprio nei confronti degli animali che riversano tutto il loro affetto e soprattutto la loro fiducia negli umani che li accudiscono o dovrebbero farlo.

Il numero, attivo tutto l'anno, è 800 99 22 23, chiamando il quale si ottengono informazioni su pensioni per animali, canili, gattili, veterinari, pronto soccorso, associazioni di volontariato, cosa fare in caso di smarrimento e per conoscere alberghi e campeggi che accettano i quattro zampe.
Secondo i dati raccolti difficilmente un cane abbandonato sopravvive più di 15 giorni. Se riesce a superare lo choc iniziale, vive in media al massimo 3 anni.

  Nel 2006 l'abbandono di animali domestici in Italia, secondo le stime delle associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane - LAV - Gaia, ha riguardato 100.000 cani e 50.000 gatti.
Il fenomeno raggiunge il suo apice nei mesi di giugno, luglio e agosto: 60 mila abbandoni in tre mesi, ovvero 20 mila al mese, 700 al giorno, 30 ogni ora, uno ogni due minuti.
Il Ministero della Salute in una tabella del 2007, dichiara una popolazione presunta di 461.000 cani randagi e 230.000 cani ospitati nei canili. Secondo le stime della LAV a livello nazionale, i cani detenuti in canili di vario genere sarebbero oltre 1.600.000.
In Lombardia, secondo i dati del servizio veterinario della Regione, le Asl recuperano circa 11 mila cani abbandonati (o smarriti) ogni anno, oltre 900 al mese, più di 30 al giorno.
Negli ultimi dieci anni si sono verificati, nella sola rete autostradale, 45mila incidenti stradali gravi causati da animali abbandonati e/o smarriti e/o randagi, con 4.000 feriti e 200 morti
La legge nr. 189/2004 prevede per chi abbandona animali domestici: arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro.


 E a Monza cosa succede?  Il canile intercomunale di via Buonarroti 52 accoglie gi animali trovati per strada abbandonati o che si sono ersi dei comuni di Monza, Biassono, Brugherio, Lissone, Macherio, Muggiò, Seveso, Sovico, Vedano al Lambro e Villasanta. Anche ‘estate molti sono gli ospiti in attesa di un novo padrone che gli offra una casa nuova e tanto affetto. Diversi i casi di ritrovamento di cani abbandonati anche in questi primi mesi estivi. Tuttavia i volontari dell' ENPA Monza e Brianza, l'associazione che gestisce la struttura, sono soddisfatti: con il progetto "famiglia a distanza" alcuni degli animali presenti al canile, per età avanzata, problemi fisici o comportamentali, che difficilmente troveranno qualcuno che li prenderà con sé, possono però essere adottati a distanza da chi ha a cuore il loro diritto all'esistenza. Il contributo mensile richiesto è di Euro 15,00, per un periodo non inferiore a sei mesi, donazione necessaria a mantenere non solo il nuovo amico prescelto ma a dare un aiuto concreto e sincero a tutti i suoi "co-inquilini". Al termine dei primi sei mesi si potrà decidere di continuare l'adozione a distanza, comunicandolo attraverso e-mail o chiamando la sede operativa di Via Lecco al numero 039-388304.

  Il pagamento potrà essere effettuato una tantum o a cadenza bimestrale, mediante versamento in contanti, tramite assegno bancario, bonifico bancario o bonifico permanente.
Tale contributo, se versato mediante bonifico bancario, normale o permanente, è deducibile fiscalmente, poiché la donazione è destinata a una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Tutte le offerte erogate con bonifico bancario (le cui ricevute fanno testo) sono detraibili, infatti, dall'IRPEF: al 19% fino a un importo di € 2.065,83 per i privati e il 2% del reddito dichiarato o fino a un importo di € 2.065,83 per le imprese.L'iniziativa è aperta non solo a famiglie, single e coppie, ma anche a classi e gruppi di amici o colleghi, che potranno così condividere la gioia di avere un "figlioccio" in comune. Partecipando al progetto Famiglia a Distanza si riceveranno un attestato d'adozione, la fotografia e la scheda informativa dell'animale adottato. Si avrà la possibilità facoltativa di visitare l'animale, previo appuntamento, presso il Canile/Gattile di Monza. Si riceveranno periodicamente notizie dell'animale, nuove foto e informazioni e si sarà avvertiti in caso d'adozione domiciliare o decesso dell'animale, che verrà sostituito dai responsabili con un nuovo amico bisognoso. Per tutte le informazioni basta visitare il sito www.enpamonza.it


Chi invece non sempre sa cosa vuol dire prendersi cura degli animali e del loro benessere commette degli errori, come il comune di Giussano: una gara d'appalto costruita male ha permesso ad una struttura di Parma di vincere la custodia e il mantenimento degli animali randagi accalappiati in Brianza. Subito l'ENPA Milano e quello di Monza e Brianza hanno sollevato il caso: questi animali collocati così lontano non troveranno più il loro padrone e nemmeno qualche nuova famiglia che li adotti. La distanza è troppo elevata (140 km) e in gare d'appalto serie questo dovrebbe essere uno dei criteri di scelta.

http://www.monzalacitta.it/

postato da Mara6978 alle 16:07

commenti (5)

amore, animali, appelli, articoli

15/02/2007

ONLINE

Ci siamo, siamo online.... Da oggi è in rete il quotidiano di informazione MONZA LA CITTA'. Ci troverete una volta la settiman, la nostra rubbrica si chiamerà Rossetto.... Fateci un giro e diteci cosa ne pensate!!! Potete commentare anche i nostri articoli se vi va....

Mara

postato da Mara6978 alle 15:37

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articoli

25/01/2007

IMBARAZZO

Oggi è il compleanno di mio cugino giornalista. Lui scrive sul giornale locale, un settimanale di cronaca e cazzi paesani.... mi manda una mail x  ringraziarmi degli auguri e poi prosegue :

"Invece volevo dirti che una mia collega (Laura) ha scovato per caso il tuo blog delle bambine cattive... Era interessata a dedicarvi un articolino simpatico sulla falsa riga "Sex and the Brianz-city", ma ovviamente solo se vi va... Nel caso, batti un colpo!"

Bene, Bambine, sono molto imbarazzata.... mio cugino... il giornale locale... che ne dite?????

Mara

postato da Mara6978 alle 15:17

commenti (48)

sensazioni, amiche, blog, amici, articoli, domande, proposte, panico, cose assurde

06/12/2006

ANCORA....DISTRETTO

MASSIMO DAPPORTO A DISTRETTO DI POLIZIA

ROMA - Massimo Dapporto è il nuovo commissario di 'Distretto di polizia'. E' stato lo stesso attore ad annunciare in diretta su Canale 5 nel programma di Maurizio Costanzo 'Buon Pomeriggio' di aver accettato la proposta del produttore Pietro Valsecchi. "Il ministero dell'interno - ha scherzato Costanzo - dopo l'addio di Tirabassi ha nominato il nuovo commissario del X Tuscolano, Marcello Fontana: Massimo Dapporto".

 L'attore, che ha appena interpretato per la tv Giovanni Falcone in una miniserie per la Rai prodotta dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, ha detto che "le riprese cominceranno a metà gennaio e andranno avanti fino a settembre. Sarò un commissario più esperto in un ambiente di giovani, farò valere la mia esperienza. L'eredità di Tirabassi e Memphis non è facile perché entrambi hanno interpretato personaggi, il commissario Ardenzi e l'ispettore Belli, molto amati dal pubblico".

Ricky Memphis, indimenticato ispettore Mauro Belli, è intervenuto telefonicamente a 'Buon pomeriggio'. "Allora non sei morto?", ha scherzato il nuovo commissario di 'Distretto', Massimo Dapporto riferendosi alla misteriosa scomparsa dell'ispettore che aveva lasciato nella disperazione i fan della serie tv di Canale 5. "Distretto - ha aggiunto Memphis - è una grande famiglia, dentro e fuori la fiction". Memphis ha sempre escluso, anche di recente, un suo ritorno per la settima serie, anche se il suo no non era sembrato troppo convinto.

Del resto il produttore Pietro Valsecchi aveva sottolineato: "La storia di Mauro Belli non è chiusa", ricordando che per la morte dell'ispettore Belli ci furono oltre 8 milioni di spettatori e che da quel giorno sono cominciate le proteste dei fan, "il pubblico lo vuole rivedere e noi vedremo di accontentarlo. Il finale è stato studiato apposta". Altra new entry di 'Distretto 7' è Max Giusti. Si era parlato poi di un ruolo per Flavio Insinna, ma lo stesso Valsecchi aveva smentito più volte. Secondo il produttore anche il commissario Ardenzi (Giorgio Tirabassi), che nella storia è stato semplicemente trasferito, potrebbe fare qualche apparizione anche nella prossima serie.

 

By ANSA  2006-12-05 16:20

postato da Maddy230380 alle 10:36

commenti (2)

gossip, televisione, articoli

20/11/2006

RIFLESSIONE

Sto leggendo in questi giorni parecchi articoli di giornale e parecchi post che hanno come tema la scuola.

Come al solito in questo periodo è scattato il caso giornalistico: fenomeni di bullismo a scuola...(fra un paio di settimane ricominceremo con i pitbull che assalgono i bambini, con le varie madri in depressione postpartum ecc. sappiamo ormai come vanno queste cose).

Ovviamente cosa faccio io ? seguo la scia da brava pecorella e lancio il mio sassolino.

Cosa diavolo sta succedendo ? Come mai ci sono tutti questi ragazzini che picchiano i propri compagni di classe, che violentano le proprie compagne, professoresse sadomaso e anche un pò pedofile. Genitori che difendono i loro figli anche davanti all'evidenza di un reato ?

Oh ! Ma che skifo che mi fa tutto questo. Eppure ragazzi è la verità. Sono cose che succedono anche da me...basta pensare ad una mia amica. Lei è sudamericana (non mi ricordo di preciso) e come lavoro accompagna i ragazzini delle medie a scuola. Praticamente sta sul pulman che va a prendere i ragazzini la mattina e che li riporta a casa il pomeriggio. Il suo compito è quello di tenerli d'occhio e di rassicurare un pò le madri che lavorano e non possono accompagnare di persona i propri pargoletti. Fin qui nulla di male. Il problema sorge quando Monica si "permette" di rimproverare questi ragazzi perchè magari prendono troppo in giro un loro compagno o perchè dicono le parolaccie. In primo luogo viene insultata come extracomunitaria dai ragazzini stessi e dopo indovinate un pò ? I genitori la sgritano e le dicono di non poter permettersi di dire nulla ai loro figli.

Forse queste mamme non conoscono il detto della mia mamma napoletana :

MAZZE E PANIELLE FANNO I FIGLI BELLI, PANIELLE SENZA MAZZE FANNO I FIGLI PAZZI.

...onestamente sono bella no ??? hahahahaha !!!

Fran

postato da superfran alle 16:15

commenti (18)

riflessioni, amiche, amici, articoli, domande, incazzature, insegnamenti, cose assurde

10/11/2006

SIAMO INGLESI

Mi spiegate come avreste animato una festa noiosa? uno potrebbe ubriacarsi e fare dei numeri da circo, una potrebbe spogliarsi, qualche scenetta osè... MA CHE SENSO HA METTERSI UN PETARDO NEL CULO ACCESO SE POI DEVI FINERE ALL'OSPEDALE CON L'ANO DELLE DIMENSIONI DI UNA PENTOLA???

PErchè un 16enne inglese, il genio, si è messo un petardo nel culo! ma quanto cretino è???

Mara

postato da Mara6978 alle 09:25

commenti (10)

pazzia, articoli, delirio

10/10/2006

SENZA PAROLE

da Yahoo! notizie

MILANO (Reuters) - L'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali ha deciso oggi di bloccare la trasmissione prevista per stasera di un servizio del programma "Le Iene" di Italia Uno -- anticipato con grande risalto sui quotidiani di oggi -- in cui un test antidroga effettuato di nascosto su 50 deputati avrebbe rivelato un esito positivo in un terzo dei casi.

Il provvedimento è stato annunciato in una nota, nella quale si legge che il Garante intravede nel programma una raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute.

Il provvedimento cautelativo dispone, con effetto immediato, "il blocco dell'ulteriore trattamento, in qualunque forma, di ogni dato di natura personale raccolto e trattato nel caso in esame, consistente in informazioni, immagini e risultanze di test".

Secondo le anticipazioni diffuse ieri e pubblicate oggi dai giornali, i curatori del programma avrebbero effettuato a 50 parlamentari dei prelievi con un sotterfugio -- una sorta di finta intervista, ripresa dalle telecamere, in cui il viso degli ignari deputati veniva tamponato con un batufolo di cotone per aspergere il sudore, che è stato poi testato . Risultato: dodici i positivi alla cannabis, 4 alla cocaina.

Alcuni dei parlamentari, monitorati a loro insaputa, avevano protestato chiedendo la sospensione del programma.

Il Garante ha rilevato nella vicenda trattamenti illeciti di dati sanitari ed ha osservato che le norme sulla privacy risultano violate "a prescindere dalla diffusione dei dati attraverso il programma televisivo, poiché una tale grave violazione dei diritti degli interessati si concretizza già al momento della raccolta degli stessi".

Nel provvedimento, inoltre, l'Autorità sottolinea che, in particolare per chi svolge l'attività giornalistica, "risulta allo stato violato il dovere di trattare i dati per scopi espliciti, di rendere note le proprie identità e lo scopo della raccolta dei dati, e di evitare artifici e comportamenti scorretti".

postato da superfran alle 16:29

commenti (18)

articoli

19/09/2006

HIHIHIHI

Marco Materazzi si traveste da Superman

Cosa vuoi che sia una testata per Materazzi? Il solletico . Potrebbe essere questo lo slogan del nuovo spot pubblicitario che vede protagonista il giocatore dell'Inter. La Nike, infatti, ha voluto giocare sul noto episodio del mondiale che ha visto protagonista Zinedine Zidane: la famosa testata scagliata sul petto del difensore in occasione della finale di Berlino.

Nella nuova pubblicità dell'azienda americana Materazzi si traveste da Superman. Il calciatore è sul campo di allenamento impegnato nei più classici stop di petto quando, dopo due palloni canonici, arriva una palla da bowling. Nessun problema per Marco, che non fa una piega.
E questo è nulla: il passo successivo è respingere un giocatore di football con tanto di casco e, poi, ancora, un ariete spinto da due soldati. Non finisce qui, perché arriva anche un bel mezzo pesante dell'esercito, mentre le trasmissioni si interrompono alla vista di un maglio da demolizione pronto a catapultarsi verso il petto di Materazzi...

Non è dato sapere come vada a finire la storia, ma probabilmente è solo un arrivederci alla prossima puntata.

 

 

QUEST’UOMO E’ IL MIO MITO !!

p.s. Si vede che oggi sto cazzeggiando ??? ahhhhh, non ho voglia di lavorare...

bacio a tutti gli scanzafatiche come me !!

Fran

postato da superfran alle 15:15

commenti (2)

cazzate, calcio, articoli, campioni del mondo

24/07/2006

Citazione

In questo bellissimo blog brianzolo ci hanno citate... il minimo è ricambiare la cortesia... anche perchè è verametne fatto bene! e poi parlano del ponte sotto casa mia!

Mara

postato da Mara6978 alle 09:20

commenti

blog, amici, articoli

17/07/2006

DATECI CIO' CHE CI SPETTA!

Moratti: "Ci spetta lo scudetto"

"L'Inter era fuori da un certo sistema"

Dopo le sentenze della Caf su calciopoli, Massimo Moratti torna a reclamare lo scudetto 2005/2006. "E' un diritto - spiega il patron dell'Inter - perché deve essere chiaro al mondo intero che non tutti in Italia hanno fatto parte di un certo sistema. Bisogna fare un distinguo tra chi ha barato e chi è onesto". Sulle reazioni alle sentenze: "Ho visto un aumento di arroganza, mentre è totalmente assente la vergogna".

E' furioso Massimo Moratti. Il pensiero che l'ultimo titolo resti non assegnato proprio non gli va giù. "Sarebbe un messaggio sbagliato - dice - Un brutto segnale non solo all'Italia sportiva, ma a tutto il mondo. Qualcosa che autorizzerebbe a pensare che proprio tutti erano sporchi. Noi no, alziamo la mano e urliamo: 'Noi no, con questo sistema sporco proprio non c'entriamo'. Direi le stesse cose se la terzo posto fossero arrivate altre squadre. Lo scudetto è un diritto di chi si è comportato bene, il titolo va dato a chi si è distinto più degli altri".

Moratti, proprietario dell'Inter dal 1995, in questi 11 anni di soldi ne ha spesi tanti. Con poche soddisfazioni e tante critiche. Tante volte tacciato di incapacità, ora il patron qualche rivincità può prendersela. "Non ne faccio una questione di investimenti - dice - anche se ho l'impressione di aver buttato via due anni di vita. E non voglio nemmeno prendere in considerazione che tutto ciò abbia compromesso anche altri campionati. Sono stato truffato? Di sicuro lo sono stati milioni di persone, tifosi, appassionati. Lo scudetto all'Inter mi sembra l'unica soluzione, un qualcosa che viene da sé".

Una frecciata a Berlusconi che, dopo le sentenze, aveva punto i cugini: "Forse il prossimo campionato riusciranno a vincerlo". "Non tollero più certe battute di spirito nei nostri confronti - sbotta - dire che ormai sono fuori luogo. Guido Rossi è interista e ha fatto parte della nostra società? Meglio, essere interista è garanzia di onestà, non certo motivo di imbarazzo".


In questo mondo di ladri, di corrotti, di gente che si permette di chiudere arbitri negli spogliatoi, qu persone che danno dei "dementi" perchè non si aderisci a certi sistemi, io dico:

DATECI CIò CHE CI SPETTA!!!

Io sono orgogliosa di essere INTERISTA!

Mara

postato da Mara6978 alle 09:24

commenti (9)

sport, calcio, articoli, incazzature, orgoglio

14/07/2006

Mondo di merda

Cane senza padrone, lo bruciano

Bergamo, orrenda fine per l'animale

Tragica fine per un cane in provincia di Bergamo. Ignoti hanno dato alle fiamme la cuccia dell'animale che si presume possa essere stato inghiottito dalle fiamme in un cortile di un capannone industriale di Brusaporto. Il cane, la cui carcassa non è stata trovata, viveva nel cortile della fabbrica che è stata di recente venduta ad un nuovo proprietario. Il nuovo arrivato cercava da tempo di disfarsi dell'animale.

"L'animale, che si chiamava Tango - racconta la Protezione animali in un documento diffuso proprio per cercare testimoni - viveva in un recinto adiacente un'azienda di Brusaporto che era stata da poco venduta; insieme alla proprieta', anche il cane era stato passato di mano in mano, ma il nuovo proprietario, poco propenso a tenerlo, aveva chiesto a un'associazione animalista locale di cercare un'adozione".

La sezione Enpa di Bergamo si è attivata, trovando una sistemazione adeguata al cane. Alla fine si trattava solo di accordarsi sulla modalità di cedere l'animale. L'incaricato è andato alla cascina e si è trovato di fronte uno spettacolo orribile: segni di un recente incendio dove prima si trovava la cuccia e in terra numerose macchie di sangue, ma nessuna traccia del cane.


AUGURO A QUESTI BERGAMASCHI DI MERDA TUTTO IL MALE DEL MONDO.

Con la speranza che il cane sia riuscito a fuggire prima. Povero Tango.

Mara

postato da Mara6978 alle 18:15

commenti (13)

animali, articoli, incazzature

Vediamo.... (tratto dal Tgcom)

Droga: raddoppia l'uso di cocaina

Cresce anche il consumo di cannabis

Non si ferma in Italia il consumo delle droghe. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, negli ultimi cinque anni sono raddoppiati sia i consumatori di cannabis (per caso hanno iniziato a fere delle ricerche più attente??!?!?!) , che passano da 2 a 3,8 milioni, sia quelli di cocaina, che, dai 350 che erano nel 2001, sono oggi 700 mila (solo??? Io direi molto di più) . Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero propone due soluzioni per un poblema che non accenna a risolversi: depenalizzazione di tutte le sostanze, e  prevenzione (non di tutte… non sono tutte uguali!!!).

Unico dato in calo è quello di chi fa uso di eroina, perché accanto agli aumenti nel consumo di cannabis e cocaina, ci sono anche quelli di allucinogeni e stimolanti che, dal 2001 a oggi, sono triplicati (ma dai!!!). La cocaina, dunque, sembra fare meno gola dell'eroina, perchè contro 29mila persone che ogni anno cominciano ad abusare di eroina, ce ne sono solo 9 mila che si iniziano alla coca (ma si sono presi un funghetto??? Ma che cazzo stanno dicendo??).

Nel presentare questi dati in Parlamento, il ministro Ferrero ha indicato nella prevenzione e nella informazione riguardo i pericoli che gli stupefacenti possono causare, la strada per far desistere dalla tossicodipendenza. Altro strumento indispensabile, secondo il ministro, "è la depenalizzazione, che dovrà riguardare tutte le sostanze. E' questa la condizione per poter curare, altrimenti si crea un circolo vizioso" (va beh, iniziamo così). Ferrero ritiene quindi che la depenalizzazione delle sole droghe leggere non possa aiutare a guarire chi vuole disintossicarsi. E in Italia i pazienti in cura per gli oppiacei sono circa 200mila (mah…) , altri 150 lottano invece contro la dipendenza dall'eroina. "Il punto -ha spiegato il ministro- sono le sanzioni amministrative  e 'intreccio con la ex Cirielli: la recidiva, infatti, determina un ingresso nel circuito penale dal quale non si esce più".

Ferrero punta il dito anche contro il doping del mondo sportivo, che "è un pratica sempre più diffusa anche tra i non professionisti. Nelle palestre si sono costruite catene simili a quelle dello spaccio. Il nodo è la pericolosità delle sostanza, non la legalità o la illegalità". Quanto le droghe siano pericolose lo dimostra il numero dei morti per overdose nel 2005: 603.

Mara

postato da Mara6978 alle 09:55

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articoli

13/07/2006

In questo mondo di ladri

Investito da auto pirata e derubato

Catania, motociclista in coma

Un motociclista catanese di 30 anni, Massimiliano Andolino, versa in stato di coma all'ospedale Cannizzaro in seguito a un grave incidente con un'auto pirata. Approfittando della sua perdita di sensi, qualcuno si è tra l'altro impossessato del portafogli, delle carte di credito, dei documenti di identità e di un pc portatile che aveva con sè. Il fratello ha fatto un appello affinché i testimoni si facciano vivi.

Il giovane stava viaggiando sulla propria moto, giovedì, in viale Ulisse, a Ognina, quando nell'impatto con un'auto pirata è stato sbalzato dalla sella ed è caduto sull'asfalto svenuto. Lì, uno sciacallo, probabilmente lo stesso investitore, lo ha derubato degli effetti personali di valore.

Trasportato all'ospedale Cannizzaro di Catania, gli sono state diagnosticate lesioni gravi e non ha ripreso conoscenza. Solo dopo il ricovero, tuttavia, i familiari si sono accorti del furto. Così, il fratello della vittima ha fatto un appello dagli schermi delle tv locali a eventuali testimoni dell'incidente che possano fornire un contributo per rintracciare l'auto pirata e il ladro

(tratto da TGCOM)

Ma che schifo!!! Ma è mai possibile che nel 2006 succedano ancora queste cose in Italia?

Mara

postato da Mara6978 alle 09:26

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articoli, incazzature

12/07/2006

tratto da www.vegetariani.it

 

Cristina non sei sola

Cristina Rovelli è un personaggio, suo malgrado. Primo perché è stata la prima guardiacaccia donna a essere assunta in Italia, secondo perché recentemente ha subito una condanna a 2 anni e 3 mesi per un'accusa ai limiti del grottesco.
La cronistoria di quanto accaduto potrebbe essere noiosa, ma Cristina non deve essere lasciata sola in questo momento, perché i soprusi dei prepotenti non possono sempre avere la meglio sui più deboli, umani o non umani.

12 luglio 2006 - Stefano Cagno

Sulla prima questione è recentemente uscito anche un libro, pubblicato dalle Edizioni Cosmopolis intitolato "La mia vita per bambi". È la storia di Cristina che, grazie alla sua determinazione, cerca di aiutare gli animali selvatici a sopravvivere, a essere compresi e rispettati. Le ore di lunghi appostamenti, a volte notturni, con il freddo e la pioggia, magari per cogliere sul fatto un bracconiere, sono la prova che l'autrice non indietreggia davanti a nessuna difficoltà quando è convinta che ciò che sta facendo è giusto.

La determinazione nel portare avanti il suo compito, la fermezza verso i suoi principi e la passione per i suoi ideali, hanno portato a Cristina molti guai.
E qui inizia la seconda questione terminata, per il momento, il 21 giugno scorso, con una condannata a 2 anni e 3 mesi di reclusione per truffa, falso in atto pubblico, sostituzione di persona.
Mi rendo conto che la cronistoria di quanto accaduto potrebbe essere noiosa, ma invito tutti a proseguire nella lettura, perché Cristina non deve essere lasciata sola in questo momento, perché i soprusi dei prepotenti non possono sempre avere la meglio sui più deboli, umani o non umani.

Il racconto dei fatti

Tutto ha inizio nell'ottobre 2003, quando Cristina viene contattata da un operatore dell'ILVI per andare in soccorso di una donnola, intrappolata in una legnaia, nel paese di Osnago. L'ILVI è l'istituto incaricato dall'amministrazione provinciale di Lecco di coordinare le chiamate di recupero di fauna in difficoltà. La richiesta arriva da una certa signora B. G. che Cristina incontra a Osnago: l'intervento di soccorso va a buon fine. Nel pomeriggio di quello stesso giorno Cristina viene contattata da un privato cittadino che chiede il suo intervento per un passerotto ferito, trovato nel paese di Missaglia. Cristina effettua il recupero del selvatico. Quel giorno, però, era di riposo e le ore di lavoro (7 e mezzo) non le vengono pagate perché non ci sono soldi per riconoscere straordinari. L'unica cosa che resta da fare è recuperare il riposo compensativo in altra giornata.
Mesi dopo, però, il comandante e il capoguardie, dipendenti dell'amministrazione provinciale e superiori gerarchici, accusano Cristina di essersi inventata i due interventi di reperibilità. Denunciano lei alla Procura della Repubblica e come "complice" la cognata di Cristina, con l'accusa di essersi sostituita alla signora B.G.. Inoltre affermano che tutto ha avuto inizio in seguito a una lettera pubblicata sul giornale a firma di B.G..
Secondo l'accusa Cristina, con l'invenzione di questi due interventi in aiuto dei due selvatici, avrebbe "guadagnato" un giorno di riposo compensativo.
Il pubblico ministero della Procura della Repubblica, seguendo le indicazioni del comandante e del capoguardie, chiede il rinvio a giudizio anche per la cognata di Cristina che viene accusata di aver compiuto una telefonata, partita dal paese di Barzio, facendo finta di essere la signora B. G..
Una semplicissima indagine permette di scoprire che il giorno della telefonata, M. si trovava al lavoro a chilometri di distanza, con tanto di testimoni e di certificazione ufficiale del datore di lavoro. Ma al pubblico ministero ciò non importa. Tuttavia il Giudice per le indagini preliminari non accetta di rinviare a giudizio M. perché il fatto non sussiste. Al processo rimane Cristina e quindi tutte le accuse sono riversate su di lei.

Il processo

Al processo vengono sentiti diversi testimoni :
- un conoscente di Cristina, L.G. che, quella mattina di ottobre, l'aveva incontrata a Osnago e avevano chiacchierato proprio sull'intervento di recupero appena svolto. Ciò è ampiamente provato da altre persone.
- Il signore che aveva richiesto l'intervento per il passerotto, G. M. che racconta come abbia trovato l'animale e incontrato Cristina a Missaglia.
- Un collega di Cristina, un ufficiale di Polizia Giudiziaria che, durante il processo, racconta come tutto si sia svolto in un contesto di assoluta persecuzione da parte dei superiori gerarchici di Cristina e di come questo stato di cose vada avanti ormai da tanti anni. Tutto ebbe inizio quando Cristina volle "ubbidire " all'ordine della Procura della Repubblica che lamentava uno scarso controllo sul bracconaggio e sul maltrattamento, perpetuato nei confronti degli uccelli migratori, trasformati dai cacciatori in uccelli da richiamo. L'impegno di Cristina nell'assicurare il rispetto delle leggi e la salvaguardia di questi uccelli non fu gradito dall'amministrazione provinciale e cominciarono le persecuzioni. Nel 1997 fu addirittura denunciata dalla stessa amministrazione per "bracconaggio", ma il pubblico ministero della Procura della Repubblica, trasformò tale denuncia in un'imputazione di "calunnia" e Cristina venne riconosciuta come "parte offesa". A ciò l'amministrazione provinciale fece seguire una miriade di provvedimenti disciplinari e accuse ai danni di Cristina.
- Inoltre, durante il processo viene sentita Cristina, che dichiara di essere completamente estranea alle accuse e che questo è l'epilogo di una serie infinita di tentativi per neutralizzare il suo lavoro di guardiacaccia. Fa inoltre presente il suo precario stato di salute, messo a dura prova da anni di persecuzione e fa presente, inoltre, le ingenti spese legali che è costretta a sostenere da molti anni per far fronte alle accuse da parte dei suoi superiori. Inoltre fa notare come sia stato assurdo che la cognata M. sia stata accusata di un reato gravissimo con una leggerezza disarmante, quando bastava svolgere un piccolo controllo. Le spese legali per tirarla fuori dai guai non sono state indifferenti, soprattutto, considerato il fatto che Cristina vive con un assegno alimentare, poiché l'amministrazione l'ha sospesa dal lavoro. Cristina consegna al giudice la sua cartella medica comprovante il suo difficile stato di salute.

La sentenza

A nulla servono le testimonianze e i documenti presentati, ma sono considerate soltanto le "supposizioni del pubblico ministero" ("la persona che ha incontrato Cristina Rovelli a Osnago è un suo amico e quindi non è credibile; il signore che ha trovato il passerotto abita a Milano e quindi non è credibile che si trovasse a Missaglia e via di questo passo...") e proprio su delle supposizioni Cristina viene condannata con il massimo della pena richiesta. Così il Giudice accoglie le richieste del pubblico ministero e condanna Cristina Rovelli a due anni e tre mesi di reclusione per aver usufruito di un giorno di riposo compensativo.
Di tutta questa assurda storia non colpisce solo la condanna, ma anche l'entità della stessa. I colpevoli del disastro dell'aeroporto di Linate, in cui morirono quasi 200 persone, sono stati condannati, alcuni giorni dopo, a pochi mesi di più di quanti ha avuto Cristina.
Non è però tutto finito e sarà presentato ricorso e certamente un Tribunale meno vicino a questioni locali, come quello di Lecco, deciderà di ribaltare la sentenza di primo grado. Tuttavia Cristina ha bisogno di sostegno, economico per le sue battaglie legali, e morale per continuare a lottare per sé e per i più deboli.

 

Note:  Invito tutti a visitare il sito http://digilander.libero.it/cristinanonseisola/ ed a contribuire, ognuno come può, alla difesa di questa donna straordinaria.

 

postato da superfran alle 14:49

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articoli

POO PO PO PO PO POOOOO

In questi giorni di mondiale e post mondiale è risuonata nelle teste della gente questa canzone... tutti la cantano ma pochi la conoscono. E' Seven Nation Army dei White Stripes.

I'm gonna fight 'em off
A seven nation army couldn't hold me back
They're gonna rip it off
Taking their time right behind my back
And I'm talking to myself at night
Because I can't forget
Back and forth through my mind
Behind a cigarette
And the message coming from my eyes
Says leave it alone
 
Don't want to hear about it
Every single one's got a story to tell
Everyone knows about it
From the Queen of England to the hounds of hell
And if I catch it coming back my way
I'm gonna serve it to you
And that ain't what you want to hear,
But that's what I'll do
And the feeling coming from my bones
Says find a home
 
I'm going to Wichita
Far from this opera for evermore
I'm gonna work the straw
Make the sweat drip out of every pore
And I'm bleeding, and I'm bleeding, and I'm bleeding
Right before the lord
All the words are gonna bleed from me
And I will think no more
And the stains coming from my blood
Tell me go back home

 

E adesso un pò di storia (Tratto da Wikkipedia):

Seven Nation Army è una canzone del 2003 dei White Stripes, prima traccia dell'album Elephant. Nell'anno di publicazione vinse un Grammy Award come "migliore canzone rock".

Il titolo Seven Nation Army (che letteralmente significa esercito di sette nazioni) si ricollega all'infanzia di Jack White, membro del duo: da bambino era la sua storpiatura involontaria di Salvation Army, l'Esercito della salvezza.

Numerosi sono gli artisti che si sono cimentati con delle cover di questo brano musicale, tra cui gli Audioslave, gli Hard-Fi, i Flaming Lips, i Punk Division, Metallica e M@d (in The Concert). Mentre alcuni dj tra cui Benny Benassi, Tommy Vee, Tim Deluxe hanno creato dei remix molto apprezzati nelle discoteche italiane.

Video musicale

Il video musicale, diretto da Alex & Martin, è probabilmente uno dei più noti dei White Stripes. È costituito pricipalmente da coreografie di triangoli (ispirato alla celebre locandina del film Arancia meccanica) che vengono zoomati a contenere i due membri della band. Il video ha vinto numerosi premi della critica.

Allo stadio

In Italia è conosciuta anche con il curioso appellativo popopo (in molteplici varianti, ad es. po-po-po-po), che deriva dal caratteristico coro di chi cerca di riprodurne il riff del basso.
Nella stagione 2003-2004 il coro viene usato dalla Curva Nord perugina, probabilmente per primi in Italia (ma c'è chi sostiene che i primi siano stati i tifosi della Sambenedettese, ma anche della Juve Stabia e persino del Napoli), in occasione di
Perugia-Ancona, ultima partita di campionato e, successivamente, nell'estate in occasione del derby con la Ternana come sfottò.
E' durante la stagione calcistica 2005/2006 che il coro acquisisce notorietà, poichè comincia ad essere utilizzato dalla tifoseria
romanista nel periodo in cui la squadra conquista il record di 11 vittorie consecutive in campionato. L'idea di adattare le note del riff a un canto da curva nasce durante la partita di coppa UEFA con il Bruges, il 15 febbraio 2006: il motivo dei White Stripes è la musica utilizzata dallo speaker dello stadio belga per celebrare il momentaneo pareggio di Javier Portillo, goliardicamente ripreso dai supporter romanisti dopo la rete vittoriosa di Simone Perrotta. La conquista dello storico record di 11 vittorie durante il derby con la Lazio, fa del popopo la colonna sonora di tutte le vittorie della Roma da quel momento in poi.

Ulteriore motivo di popolarità è una breve interpretazione di Francesco Totti ospite del Festival di Sanremo 2006.

L'usanza si estende ai tifosi al seguito della nazionale italiana durante i mondiali di calcio di Germania 2006, oltre che presso le folle riunite ad assistere alle partite dai maxischermi installati in numerose piazze italiane, tra cui piazza del Duomo, Circo Massimo, piazza del Plebiscito.
Il coro è parte della colonna sonora della notte tra il
9 e il 10 luglio dedicata ai festeggiamenti per la vittoria della nazionale italiana ai Campionati Mondiali di Calcio

Mara

L’armata Delle Sette Nazioni

Li scaccerò
Un’armata delle sette nazioni non mi poteva trattenere
Lo strapperanno via
Attaccandomi alle spalle (al momento giusto)
E la notte parlo da solo
Perché non posso dimenticare
Avanti e indietro attraverso la mia mente
Dietro una sigaretta.
E il messaggio che arriva dai miei occhi.
Dice: lascialo solo

Non ne voglio sentir parlare
Ognuno ha una storia da raccontare
Ognuno la conosce
Dalla Regina d’Inghilterra ai segugi dell’inferno
E se lo prendo mentre torna per la mia strada
Te lo serverò
E questo non è ciò che vuoi sentire,
Ma è ciò che farò.
E ciò che sento nelle ossa
Dice: trova una casa

Vado a Wichita
Lontano da quest’opera, per sempre
Andrò a lavorare la paglia
Farò grondare sudore da ogni poro
E sanguino, e sanguino, e sanguino
Proprio davanti al Signore
Ogni parola piangerà per me
E non penserò più.
E le macchie del mio sangue
Mi dicono di tornare a casa

postato da Mara6978 alle 12:08

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sport, canzoni, calcio, articoli, campioni del mondo

06/07/2006

un regalo ....

Per le appassionate dei Sud Sound System ......

Il cuore reggae del Salento 15 anni di musica, da Lecce alla Giamaica: intervista ai Sud Sound System, gruppo che saputo unire il reggae e il dialetto salentino

Da quindici anni portano avanti un progetto musicale innovativo, capace di crescere ed evolversi senza perdere genuinità. Sono il Sud Sound System, gruppo che ha saputo unire alla tradizione del reggae dance hall giamaicano, il dialetto e le sonorità musicali del Salento, con un risultato unico. Don Rico, Terron Fabio, Nandu Popu, GGD, Papa Gianni e Treble si sono esibili sulle spiagge e nelle campagne salentine fino ad arrivare ai palchi più importanti, come quello del concerto del Primo Maggio o del Rototom Sunsplash. E, se prima gli estimatori erano per lo più loro conterranei, grazie alla musica hanno saputo conquistare anche il cuore di chi certo non può cogliere, per ragioni linguistiche, tutte le sfumature delle loro liriche. Abbiamo intervistato Nandu Popu per conoscerli meglio.

Com'è andato il tour?
Abbastanza bene. La tournee è una delle cose che ci dà più soddisfazione, sia per il contatto con la gente, e perché ci metti tutto te stesso per fare che sia un evento unico. Magari stai suonando le stesse canzoni da più di un anno, però quello che conta è stabilire un contatto diretto col pubblico, in modo tale che quel concerto sia unico e distinguibile dagli altri. E poi c'è da dire che per un gruppo underground, suoniamo un po' di più rispetto alla media.

Vi siete esibiti in Germania e Svizzera, dove ci sono molti emigrati italiani, molti dei quali provenienti dal Salento. E negli altri Paesi, com'è andata?
Germania e Svizzera non ci danno problemi perché ci sono un sacco di salentini che grazie a Dio continuano a farci pubblicità e promozione, e per questo li ringraziamo. Sono Paesi che sentono molto il reggae, ci sono un sacco di crew e sound system che promuovono questa musica. In Germania per esempio c'è
Pow Pow Movement, uno dei nomi più importanti del panorama internazionale per quanto riguarda produ