Nome: Francesca, Giovanna, Maddalena, Mara, Marta, Sara e Susanna
Alias: Bambine Cattive
Compleanno: 23/02/2006
Segni Particolari: bellissime, simpaticissime, cattivissime e molto “bugiarde“
Anni: tutte sotto i 30, per il momento…
Amo i gatti, ne ho tanti, qualcuno dice troppi, ma non potrei vivere “senza pelo di gatto dappertutto”. Ex atleta, mi diletto ancora con il pattinaggio e lo snowboard. Malata di shopping, faccio tutti i mesi a cazzotti con l’estratto conto della carta di credito, mi rivedo in Becky Bloomwood di S. Kinsella. Amo le feste, il cinema e… il gossip! Sono la regina della “notizia inutile dal mondo”
Che cosa amo? l'amore. Eessere innamorata della vita, delle persone, delle situazioni, delle cose che faccio. Amo ridere come una pazza, fino a quando fa male la pancia e non si riesce a smettere. Amo leggere "Calvin e Hobbes". Li conoscete? io sono Calvin, il bambino che combina sempre disastri, e poi c'è Hobbes, il suo pupazzo-tigre che lui vede animato (non ditelo a nessuno, ma è animato davvero)
Ho ben 29 anni e ragazzi.. si sentono tutti! Lavoro in una multinazionale americana. Adoro la palestra e lo sport, mi piace la fatica fisica, mi piace superare i miei limiti. Mi piace cucinare (camera mia è piena di ricettari) e leggere. Sono una persona introversa, a volte timida, che ha paura di mostrare i suoi sentimenti, ma molto generosa.
Sono esuberante e sincera. Amo da impazzire le mie bimbe (il cane Blondie e il gatto Joyce). Non posso vivere senza musica e senza le mie amiche. A volte sono un po’ sbadata ma su di me si può contare sempre. Ho tantissime idee in testa e non vedo l’ora di poterne discutere con voi!
pel di carota e tanta allegria. Ombre e pensieri cupi. Buona, pure troppo! Pochi i peli sulla lingua. Tanta la pazienza. Qualcuno dice che sputo sentenze. Qualcuno dice che so ascoltare. Io sono tormento e pace... Insomma, sono donna.
27 anni, diversamente da tutte le Bambine Cattive sono siracusana ma ormai da 9 anni vivo a Milano. Sono esplosiva, ma adoro la calma; amo la semplicità e “purtroppo” leggo tutto con gli occhi del romanticismo. Presentarmi in poche parole è cosa difficile, ma di questo sono sicura: amo la vita, la considero il dono più importante e prezioso, ed adoro condividerla con le mie amiche.
Anche se per molti sembro minorenne, sono una ventiseienne piena di entusiasmo con tanti progetti in testa e pochi in atto. Adoro la filosofia come andare a ballare, tentare di suonare la batteria come saltellare a ritmo di capoeria. Curiosa e affascinata da nuove esperienze corro verso ciò che la vita mi offre.
acquisti
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..prima o poi bacerò il rospo giusto..
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Modified by: Mara6978
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Bene, dopo questo spettacolare libro di Ammaniti, Il bravissimo Gabriele Salvatores sta per girae il primo ciack del film.... Se il film manterrà lo splendore e le emozioni del libro ( e non posso dubitarne molto visto che la sceneggiatura sarà scritta da Ammaniti e Salvatores) potremo finalmente vedere un altro film da OSCAR!
lo spero....
Mara
postato da Mara6978 alle 12:09
non so se qsto nome vi dice qlcosa...è il titolo di un libro. Forse il libro più intenso e importante che io abbia mai letto; uno di quei libri che vorresti rileggere sempre..non parla di amore, non parla di fantasia...parla della nostra Italia, del Mezzogiorno, di quelle verità economiche nascoste che nessuno conosce ma di cui giornalmente ne siamo pedine. E' un libro di coraggio così come l'autore: Roberto Saviano.
Ieri l'ho visto alla tv, oltre a essere veramente un bellissimo ragazzo mi ha fatto riflettere la sua vita. Ogni giorno viviamo a contatto con una generazione (la nostra) fatta di persone che vogliono solo apparire, che per essere consistenti si devono mascherare da fighette/i, persone che non riescono nemmeno ad avere il coraggio di parlare e di esprimere un loro pensiero...siamo circondati da ragazzi (ormai uomini e donne) che non hanno ben chiaro il concetto di responsabilità per la propria e l'altrui vita, persone che scappano e che non hanno coraggio per vivere e sentirsi viva....e poi ci sono persone come Savino.
un ragazzo che a 26 anni ha preso il coraggio di scrivere quello che i suoi occhi vedevano...di ricercare una verità scomoda e di dirla...oggi a 28 anni ha pagato con la sua libertà, è costretto a vivere con una scorta ma ancora va urlare in giro la sua voglia di legalità e il suo amore per un mezzoggiorno voluto malato....sono qsti gli uomini a cui vale la pena dedicare la propria ammirazione.
postato da Maddy230380 alle 09:39
La gente pensa a noi infinitivamente meno di quanto crediamo.
Caos Calmo - Sandro Veronesi
è assurdo ma è così. A volte ci sforziamo di pensare a quell'amico che non si vede da tempo, che non si sente da tanto e poi... e poi non è vero che ti pensa, che ha voglia di sentirti. Magari ti viene a dire che ti ha pensato, che voleva chiamarti, scriverti, saper come stavi, ma sono balle. Allora perchè ci si deve sforzare di pensare, sentire, cercare le persone se queste non ci pensano minimamente?
Mara
postato da Mara6978 alle 09:39
Quando entro nel vortice della lettura non ci esco più. Ieri sono andata a comprarmi un libro, in realtaà sono andata lì per uno e sono uscita con due, ma non fa male. Son andata in cerca di "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, me ne hanno parlato talmente bene che ero troppo incuriosita. Ma poi mi sono fatta tentare. "Fango" di Nicolò Ammaniti. Sono mesi che gli giro intorno. E ieri mi sono decisa. L'ho iniziato dopo cena, sul divano. Poi mi sono trasferita a letto senza potermi staccare da quel libro. Ho letto metà libro (150 pagine) in un soffio. Non potevo non leggere. Fino a che mi sono imposta dichiudere e mettermi a dormire. Nonostante tutto ciò non mi sono evitata le occhiaie. Ed è tutto il girono che non vedo l'ora di andare a casa per finire il libro. Capita anche a voi di essere trascinati nella spirale della lettura? C'è un autore particolare che mi blocca al suo libro?
Mara .gif)
postato da Mara6978 alle 17:39
E l'amore? Quell'amore così importante nella storia raccontata da Moccia? Pecci in proposito è disincantato."Di donne ne ho avute tante perché l'amore ha tante forme, ma l'unico amore della mia vita, il più grande di tutti è quello per mia madre". La Babi di "Tre metri sopra il cielo" si chiama Daniela e oggi è sposata e ha due figli. "Io avevo diciassette anni e lei era una quindicenne borghese di buona famiglia che studiava alla Falconieri" spiega Stefano. "Bella, occhi verdi, lunghi capelli castani. E' stata molto importante per me, anche se abbiamo avuto un rapporto conflittuale che, però, mi ha insegnato tanto. Lei mi ha sempre difeso ed era pazza di me. Perche' e' finita la nostra storia? Perché l'amore finisce. Punto".
postato da Mara6978 alle 10:39
Nella vita degli individui e anche dei popoli, i conflitti più tremendi sono non di rado quelli che scoppiano fra due perseguitati.
Solo nella più pia illusione di alcuni cenacoli romantici i perseguitati e gli oppressi d’ogni sorta si uniscono spinti da un moto di solidarietà e procedono schierati insieme per combattere contro il crudele tiranno. In verità, due figli di un padre padrone non sono necessariamente solidari fra loro e non sempre la comunanza di destino li avvicina. Capita non di rado, infatti, che l’uno scorga nell’altro non un fratello di sorte bensì proprio l’immagine terrificante del comune persecutore.
Forse stanno proprio così le cose fra ebrei e arabi, da un centinaio d’anni.
L’Europa che ha infierito sugli arabi, che li ha umiliati infliggendo loro l’imperialismo, il colonialismo, lo sfruttamento e l’oppressione è la stessa Europa che ha perseguitato e oppresso anche gli ebrei, e alla fine ha permesso, quando non collaborato, che i tedeschi li eliminassero dal continente e li sterminassero quasi tutti.
E invece gli arabi quando ci guardano non vedono un gruppo sparuto di sopravvissuti mezzi isterici, bensì un nuovo, supponente emissario dell’Europa colonialista, sofisticata e sfruttatrice, tornata con l’astuzia in Oriente – questa volta sotto spoglie sioniste – per riprendere a sfruttare, opprimere, infliggere. Mentre noi, dal canto nostro, quando li guardiamo non vediamo delle vittime come noi, non dei compagni di malasorte, bensì dei cosacchi bramosi di pogrom, degli antisemiti assetati di sangue, dei nazisti mascherati: come se i nostri persecutori europei fossero arrivati qui in terra d’Israele, avessero indossato la kefijah, si fossero lasciati crescere i baffi ma fossero pur sempre loro, i nostri assassini, sempre e solo ansiosi di sgozzare ebrei per puro diletto.
postato da superfran alle 19:43
Bene, dopo questo spettacolare libro di Ammaniti, Il bravissimo Gabriele Salvatores sta per girae il primo ciack del film.... Se il film manterrà lo splendore e le emozioni del libro ( e non posso dubitarne molto visto che la sceneggiatura sarà scritta da Ammaniti e Salvatores) potremo finalmente vedere un altro film da OSCAR!
lo spero....
Mara
postato da Mara6978 alle 12:09
non so se qsto nome vi dice qlcosa...è il titolo di un libro. Forse il libro più intenso e importante che io abbia mai letto; uno di quei libri che vorresti rileggere sempre..non parla di amore, non parla di fantasia...parla della nostra Italia, del Mezzogiorno, di quelle verità economiche nascoste che nessuno conosce ma di cui giornalmente ne siamo pedine. E' un libro di coraggio così come l'autore: Roberto Saviano.
Ieri l'ho visto alla tv, oltre a essere veramente un bellissimo ragazzo mi ha fatto riflettere la sua vita. Ogni giorno viviamo a contatto con una generazione (la nostra) fatta di persone che vogliono solo apparire, che per essere consistenti si devono mascherare da fighette/i, persone che non riescono nemmeno ad avere il coraggio di parlare e di esprimere un loro pensiero...siamo circondati da ragazzi (ormai uomini e donne) che non hanno ben chiaro il concetto di responsabilità per la propria e l'altrui vita, persone che scappano e che non hanno coraggio per vivere e sentirsi viva....e poi ci sono persone come Savino.
un ragazzo che a 26 anni ha preso il coraggio di scrivere quello che i suoi occhi vedevano...di ricercare una verità scomoda e di dirla...oggi a 28 anni ha pagato con la sua libertà, è costretto a vivere con una scorta ma ancora va urlare in giro la sua voglia di legalità e il suo amore per un mezzoggiorno voluto malato....sono qsti gli uomini a cui vale la pena dedicare la propria ammirazione.
postato da Maddy230380 alle 09:39
La gente pensa a noi infinitivamente meno di quanto crediamo.
Caos Calmo - Sandro Veronesi
è assurdo ma è così. A volte ci sforziamo di pensare a quell'amico che non si vede da tempo, che non si sente da tanto e poi... e poi non è vero che ti pensa, che ha voglia di sentirti. Magari ti viene a dire che ti ha pensato, che voleva chiamarti, scriverti, saper come stavi, ma sono balle. Allora perchè ci si deve sforzare di pensare, sentire, cercare le persone se queste non ci pensano minimamente?
Mara
postato da Mara6978 alle 09:39
Quando entro nel vortice della lettura non ci esco più. Ieri sono andata a comprarmi un libro, in realtaà sono andata lì per uno e sono uscita con due, ma non fa male. Son andata in cerca di "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, me ne hanno parlato talmente bene che ero troppo incuriosita. Ma poi mi sono fatta tentare. "Fango" di Nicolò Ammaniti. Sono mesi che gli giro intorno. E ieri mi sono decisa. L'ho iniziato dopo cena, sul divano. Poi mi sono trasferita a letto senza potermi staccare da quel libro. Ho letto metà libro (150 pagine) in un soffio. Non potevo non leggere. Fino a che mi sono imposta dichiudere e mettermi a dormire. Nonostante tutto ciò non mi sono evitata le occhiaie. Ed è tutto il girono che non vedo l'ora di andare a casa per finire il libro. Capita anche a voi di essere trascinati nella spirale della lettura? C'è un autore particolare che mi blocca al suo libro?
Mara .gif)
postato da Mara6978 alle 17:39
E l'amore? Quell'amore così importante nella storia raccontata da Moccia? Pecci in proposito è disincantato."Di donne ne ho avute tante perché l'amore ha tante forme, ma l'unico amore della mia vita, il più grande di tutti è quello per mia madre". La Babi di "Tre metri sopra il cielo" si chiama Daniela e oggi è sposata e ha due figli. "Io avevo diciassette anni e lei era una quindicenne borghese di buona famiglia che studiava alla Falconieri" spiega Stefano. "Bella, occhi verdi, lunghi capelli castani. E' stata molto importante per me, anche se abbiamo avuto un rapporto conflittuale che, però, mi ha insegnato tanto. Lei mi ha sempre difeso ed era pazza di me. Perche' e' finita la nostra storia? Perché l'amore finisce. Punto".
postato da Mara6978 alle 10:39
Nella vita degli individui e anche dei popoli, i conflitti più tremendi sono non di rado quelli che scoppiano fra due perseguitati.
Solo nella più pia illusione di alcuni cenacoli romantici i perseguitati e gli oppressi d’ogni sorta si uniscono spinti da un moto di solidarietà e procedono schierati insieme per combattere contro il crudele tiranno. In verità, due figli di un padre padrone non sono necessariamente solidari fra loro e non sempre la comunanza di destino li avvicina. Capita non di rado, infatti, che l’uno scorga nell’altro non un fratello di sorte bensì proprio l’immagine terrificante del comune persecutore.
Forse stanno proprio così le cose fra ebrei e arabi, da un centinaio d’anni.
L’Europa che ha infierito sugli arabi, che li ha umiliati infliggendo loro l’imperialismo, il colonialismo, lo sfruttamento e l’oppressione è la stessa Europa che ha perseguitato e oppresso anche gli ebrei, e alla fine ha permesso, quando non collaborato, che i tedeschi li eliminassero dal continente e li sterminassero quasi tutti.
E invece gli arabi quando ci guardano non vedono un gruppo sparuto di sopravvissuti mezzi isterici, bensì un nuovo, supponente emissario dell’Europa colonialista, sofisticata e sfruttatrice, tornata con l’astuzia in Oriente – questa volta sotto spoglie sioniste – per riprendere a sfruttare, opprimere, infliggere. Mentre noi, dal canto nostro, quando li guardiamo non vediamo delle vittime come noi, non dei compagni di malasorte, bensì dei cosacchi bramosi di pogrom, degli antisemiti assetati di sangue, dei nazisti mascherati: come se i nostri persecutori europei fossero arrivati qui in terra d’Israele, avessero indossato la kefijah, si fossero lasciati crescere i baffi ma fossero pur sempre loro, i nostri assassini, sempre e solo ansiosi di sgozzare ebrei per puro diletto.
postato da superfran alle 19:43
Bene, dopo questo spettacolare libro di Ammaniti, Il bravissimo Gabriele Salvatores sta per girae il primo ciack del film.... Se il film manterrà lo splendore e le emozioni del libro ( e non posso dubitarne molto visto che la sceneggiatura sarà scritta da Ammaniti e Salvatores) potremo finalmente vedere un altro film da OSCAR!
lo spero....
Mara
postato da Mara6978 alle 12:09
non so se qsto nome vi dice qlcosa...è il titolo di un libro. Forse il libro più intenso e importante che io abbia mai letto; uno di quei libri che vorresti rileggere sempre..non parla di amore, non parla di fantasia...parla della nostra Italia, del Mezzogiorno, di quelle verità economiche nascoste che nessuno conosce ma di cui giornalmente ne siamo pedine. E' un libro di coraggio così come l'autore: Roberto Saviano.
Ieri l'ho visto alla tv, oltre a essere veramente un bellissimo ragazzo mi ha fatto riflettere la sua vita. Ogni giorno viviamo a contatto con una generazione (la nostra) fatta di persone che vogliono solo apparire, che per essere consistenti si devono mascherare da fighette/i, persone che non riescono nemmeno ad avere il coraggio di parlare e di esprimere un loro pensiero...siamo circondati da ragazzi (ormai uomini e donne) che non hanno ben chiaro il concetto di responsabilità per la propria e l'altrui vita, persone che scappano e che non hanno coraggio per vivere e sentirsi viva....e poi ci sono persone come Savino.
un ragazzo che a 26 anni ha preso il coraggio di scrivere quello che i suoi occhi vedevano...di ricercare una verità scomoda e di dirla...oggi a 28 anni ha pagato con la sua libertà, è costretto a vivere con una scorta ma ancora va urlare in giro la sua voglia di legalità e il suo amore per un mezzoggiorno voluto malato....sono qsti gli uomini a cui vale la pena dedicare la propria ammirazione.
postato da Maddy230380 alle 09:39
La gente pensa a noi infinitivamente meno di quanto crediamo.
Caos Calmo - Sandro Veronesi
è assurdo ma è così. A volte ci sforziamo di pensare a quell'amico che non si vede da tempo, che non si sente da tanto e poi... e poi non è vero che ti pensa, che ha voglia di sentirti. Magari ti viene a dire che ti ha pensato, che voleva chiamarti, scriverti, saper come stavi, ma sono balle. Allora perchè ci si deve sforzare di pensare, sentire, cercare le persone se queste non ci pensano minimamente?
Mara
postato da Mara6978 alle 09:39
Quando entro nel vortice della lettura non ci esco più. Ieri sono andata a comprarmi un libro, in realtaà sono andata lì per uno e sono uscita con due, ma non fa male. Son andata in cerca di "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafon, me ne hanno parlato talmente bene che ero troppo incuriosita. Ma poi mi sono fatta tentare. "Fango" di Nicolò Ammaniti. Sono mesi che gli giro intorno. E ieri mi sono decisa. L'ho iniziato dopo cena, sul divano. Poi mi sono trasferita a letto senza potermi staccare da quel libro. Ho letto metà libro (150 pagine) in un soffio. Non potevo non leggere. Fino a che mi sono imposta dichiudere e mettermi a dormire. Nonostante tutto ciò non mi sono evitata le occhiaie. Ed è tutto il girono che non vedo l'ora di andare a casa per finire il libro. Capita anche a voi di essere trascinati nella spirale della lettura? C'è un autore particolare che mi blocca al suo libro?
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postato da Mara6978 alle 17:39
E l'amore? Quell'amore così importante nella storia raccontata da Moccia? Pecci in proposito è disincantato."Di donne ne ho avute tante perché l'amore ha tante forme, ma l'unico amore della mia vita, il più grande di tutti è quello per mia madre". La Babi di "Tre metri sopra il cielo" si chiama Daniela e oggi è sposata e ha due figli. "Io avevo diciassette anni e lei era una quindicenne borghese di buona famiglia che studiava alla Falconieri" spiega Stefano. "Bella, occhi verdi, lunghi capelli castani. E' stata molto importante per me, anche se abbiamo avuto un rapporto conflittuale che, però, mi ha insegnato tanto. Lei mi ha sempre difeso ed era pazza di me. Perche' e' finita la nostra storia? Perché l'amore finisce. Punto".
postato da Mara6978 alle 10:39
Nella vita degli individui e anche dei popoli, i conflitti più tremendi sono non di rado quelli che scoppiano fra due perseguitati.
Solo nella più pia illusione di alcuni cenacoli romantici i perseguitati e gli oppressi d’ogni sorta si uniscono spinti da un moto di solidarietà e procedono schierati insieme per combattere contro il crudele tiranno. In verità, due figli di un padre padrone non sono necessariamente solidari fra loro e non sempre la comunanza di destino li avvicina. Capita non di rado, infatti, che l’uno scorga nell’altro non un fratello di sorte bensì proprio l’immagine terrificante del comune persecutore.
Forse stanno proprio così le cose fra ebrei e arabi, da un centinaio d’anni.
L’Europa che ha infierito sugli arabi, che li ha umiliati infliggendo loro l’imperialismo, il colonialismo, lo sfruttamento e l’oppressione è la stessa Europa che ha perseguitato e oppresso anche gli ebrei, e alla fine ha permesso, quando non collaborato, che i tedeschi li eliminassero dal continente e li sterminassero quasi tutti.
E invece gli arabi quando ci guardano non vedono un gruppo sparuto di sopravvissuti mezzi isterici, bensì un nuovo, supponente emissario dell’Europa colonialista, sofisticata e sfruttatrice, tornata con l’astuzia in Oriente – questa volta sotto spoglie sioniste – per riprendere a sfruttare, opprimere, infliggere. Mentre noi, dal canto nostro, quando li guardiamo non vediamo delle vittime come noi, non dei compagni di malasorte, bensì dei cosacchi bramosi di pogrom, degli antisemiti assetati di sangue, dei nazisti mascherati: come se i nostri persecutori europei fossero arrivati qui in terra d’Israele, avessero indossato la kefijah, si fossero lasciati crescere i baffi ma fossero pur sempre loro, i nostri assassini, sempre e solo ansiosi di sgozzare ebrei per puro diletto.
postato da superfran alle 19:43
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